Le rose di Atacama

Eccole.    Sono le rose del deserto, le rose di Atacama. Le piante sono sempre lì, sotto la terra salata.   Le hanno viste gli antichi indios Atacama, e poi gli Inca, i conquistatori spagnoli, i soldati della guerra del Pacifico, gli operai del salnitro. Sono sempre lì e fioriscono una volta all’anno.

Luis Sepùlveda

Che cosa accomuna un pirata del Mare del Nord vissuto seicento anni fa, un argentino che decide di salvare i boschi della Patagonia, uno scrittore della Terra del Fuoco che apre la casa a quanti hanno bisogno di un rifugio, un medico della guerriglia salvadoregna con un ospedale da campo nello zaino?

Soltanto quella linea sottile che separa gli eroi della Storia da quelli, misconosciuti e quotidiani, i cui nomi rimangono nell’ombra.

Ma, poiché «per una legge fantastica della vita la gente che è stata fottuta s’incontra», succede che i loro passi si incrocino nelle pagine di questo libro.

E se avremo abbastanza coraggio per seguirli, raggiungeremo l’universo infuocato del deserto di Atacama, dove minuscoli fiori rossi spuntano dalla sabbia una volta l’anno per appassire dopo poche ore, per ricordarci che la vita non è altro che una stoica forma di resistenza.

(Recensione Casa Editrice Guanda)

In ricordo di Luis Sepùlveda, scomparso pochi giorni fa, proponiamo a chi lo desidera di leggere qui le prime pagine del suo libro  “Le rose di Atacama”.

Dedicato ai tanti eroi sconosciuti che hanno saputo “resistere” 75 anni fa e a quelli che “resistono” nella battaglia contro il virus dei giorni nostri…

Buona lettura!

La Piccola Fata

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